AttualitàCannocchiale sull'estero

USA: gay al patibolo e due più due fa quattro. Parola di Gesù (o meglio, di Alan Stout).

Alan Stout, la fede che vuole farsi legge e qualche buona ragione per preferire il Prodigioso Spaghetto Volante, con buona pace di Donald J. Trump.

Il reverendo Alan Stout, pastore evangelico americano, ha recentemente offerto un’interessante dimostrazione di ciò che accade quando una convinzione religiosa smette di essere una scelta personale e comincia a pretendere il codice penale. Intervistato da Monica Maggioni, su RAI 3, per In Mezz’Ora, ha sostenuto che gli atti omosessuali potrebbero meritare persino la pena di morte. Non è una battuta, e purtroppo nemmeno una parodia.

Il quadro si completa con la moglie sottomessa al marito, il voto possibilmente affidato al capofamiglia maschio e una società disciplinata dai precetti della propria religione. Il suffragio universale, del resto, presenta un difetto teologico evidente: consente di votare anche a chi non è d’accordo con il reverendo.

Stout (fa pensare che anche nel suo nome costui usurpi quello della birra scura ad alta fermentazione) non rappresenta certo il cristianesimo nel suo complesso. Rappresenta però un fenomeno riconoscibile: il fondamentalismo che si salda al nazionalismo cristiano e vorrebbe trasformare la propria interpretazione delle Scritture in legge per tutti. Noi Pastafariani non contestiamo affatto il diritto di credere: sarebbe una singolare forma di autolesionismo confessionale. Noi abbiamo un Libro, e crediamo fermamente che ciò che vi è scritto sia Verità. Non chiediamo però a tutti che ci si creda sulla parola; chiediamo, con assoluta serietà, che ci si dimostri il contrario. Il problema comincia quando una fede pretende di amministrare il codice penale altrui.

Non è un dibattito nuovo. Nel 2005 Bobby Henderson, scrivendo al Board of Education del Kansas contro l’insegnamento del disegno intelligente accanto all’evoluzione, rivendicò per la creazione dell’universo da parte del Prodigioso Spaghetto Volante la medesima dignità curricolare. Se la Bibbia può essere invocata come spiegazione scientifica, perché non il nostro Libro? Che cosa rende una testimonianza sacra più ammissibile di un’altra? La risposta, per quanto ci riguarda, non può essere semplicemente che l’altra religione dispone di più fedeli e meno scolapasta.

La nostra dottrina è precisa e non ammette sufficienze ironiche da parte dei seguaci delle religioni obsolete. Il Libro insegna che la diminuzione dei pirati accompagna l’aumento della temperatura terrestre: i dati mostrano la correlazione, e chi obietta che correlazione non significa causalità potrebbe perfino aver ragione sul piano scientifico. Ma noi attendiamo ancora che qualcuno dimostri che il Prodigioso non abbia deliberatamente disposto quella correlazione. Noi ci crediamo davvero. E attendiamo prove contrarie, non sorrisetti.

Poi arriva Stout che, oltre a farsi censore di quel che accade nelle mutande altrui, ci spiega che due più due fa quattro perché Gesù è il Signore.
Il Prodigioso non crediamo abbia obiezioni sul risultato; semmai sulla paternità dell’operazione. Anche noi potremmo attribuire l’addizione alle Sue Appendici Spaghettose, con pari solennità e pari diritto di fede. Ma il fatto che noi crediamo al Libro non trasforma una proposizione religiosa in un teorema. Se qualcuno producesse una prova scientifica riproducibile capace di smentire una nostra affermazione sul mondo, la prenderemmo sul serio. La fede non è un lasciapassare per falsificare i dati e una prova non diventa falsa solo perché disturba la teologia.

Qui sta la forza del Pastafarianesimo. Non siamo una religione che finge di credere per prendere in giro le altre: rivendichiamo la verità del Libro con la stessa serietà con cui altri rivendicano la propria. Non concediamo a nessuno il monopolio dell’indimostrabile. Chi sostiene che il nostro Libro sia falso ha tutto il diritto di provarlo; fino ad allora, non accetteremo che il solo prestigio della tradizione valga come esperimento. Il metodo scientifico, per parte sua, non sceglie il dio più antico o il predicatore più rumoroso: chiede evidenze controllabili, predizioni e possibilità di errore. La nostra Fede non esige che lo si abolisca.

Resta una differenza essenziale. Noi crediamo davvero nel Libro e che i pirati siano ottimi regolatori del clima, ma prendiamo sul serio anche le prove contrarie. E, soprattutto, non pretendiamo di governare il corpo o l’amore di nessuno. Stout può professare la propria fede, ma quando invoca la pena capitale per atti omosessuali non sta più parlando soltanto di peccato: sta chiedendo allo Stato di trasformare il pregiudizio in violenza. Il nostro Secondo Condimento è chiarissimo: mai usare l’esistenza del Prodigioso Spaghetto Volante per opprimere, sottomettere o punire il prossimo (la purezza serve all’acqua potabile, non alle persone). Anche chi non crede al nostro Libro ha gli stessi diritti.

E infine, per colmo di ironia, ecco che la cabina elettorale si fa strumento di giustizia. Il 3 novembre, nel New Hampshire, Chris Pappas è stato eletto al Senato. Mentre Stout vorrebbe riportare indietro di secoli i diritti delle persone omosessuali, gli americani eleggono il primo uomo apertamente gay al Senato, quattordici anni dopo avervi eletto la prima donna apertamente lesbica… Per Stout gli atti omosessuali meriterebbero il codice penale; per gli elettori del New Hampshire, invece, Chris Pappas merita un seggio al Senato. Non perché sia gay, naturalmente, ma perché essere gay non gli impedisce di rappresentarli. Una distinzione elementare che al reverendo potrebbe richiedere qualche approfondimento esegetico.
E tra i deliri millenaristici, le scene alla Vanna Marchi e le false trance religiose dei predicatori di corte dove più di qualcuno pretende di disciplinare la vita intima degli altri, sua maestà Trump trova il tempo, dal palco di un comizio, di magnificare il fondoschiena di Nicki Minaj e commentare quello del senatore Jon Husted, già giocatore di football. Singolare spettacolo offerto da questa parte dell’America: c’è chi vorrebbe far entrare lo Stato nelle camere da letto e chi, dal palco presidenziale, trasforma il fondoschiena altrui in intrattenimento elettorale.
Non sappiamo da che parte stia dio; c’era chi sosteneva che nella cabina elettorale “Dio ti vede, Stalin no” ma erano altri tempi. A noi piace immaginare che il Prodigioso, con una delle Sue Appendici, abbia accompagnato qualche matita sulla scheda. Non è una prova scientifica, naturalmente: per quella stiamo ancora raccogliendo dati. Ma la correlazione non appare poi così spuria…

Fonti per la revisione redazionale

Di Il Calafato Pegai

Redazione

L'autore di questo articolo è presumibilmente qualcun'altro, ma l'ha pubblicato la redazione stessa del più sugoso, piratoso e birraviglioso web magazine della rete!! Contattaci per scrivere con noi, o anche per qualsiasi altro motivo ti passi per la mente: una Testimonianza del Prodigioso, una riflessione, quello che vuoi! Clicca sul link 'Redazione' nel menù di navigazione qui sopra oppure usa il modulo di contatto veloce direttamente nel footer, qui sotto a piè pagina.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ricevi un avviso in caso di risposta. Oppure iscriviti senza commentare.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.