AttualitàCannocchiale sull'estero

Hacker, frigoriferi e sacrilegi alimentari

Forse i nostri lettori più giovani non lo ricorderanno, ma a noi boomer, quando non finivamo il minestrone, le mamme dicevano: «Pensa ai bambini del Biafra che non hanno da mangiare!».

Nessuno ha mai capito quale influsso malevolo potesse avere la minestra avanzata nel piatto sui bambini del Biafra, ma il senso di colpa indotto funzionava benissimo e le minestre piene di roba verde le finivamo tutte.

Sono passati decenni e l’imprinting delle mamme di una volta non ci abbandona, così come, purtroppo, la fame nel mondo.

Viviamo in uno dei pochi Paesi dove si mangia benissimo e il cibo è abbondante e, poiché siamo gente privilegiata che può ancora permettersi di fare la spesa senza accendere un mutuo, leggiamo con una certa indifferenza degli attacchi hacker che qualche giorno fa hanno modificato da remoto le temperature dei frigoriferi di diversi supermercati appartenenti a note catene internazionali.

Sì, perché oggi anche i frigo sono connessi e possono essere gestiti da remoto. Questioni di ottimizzazione delle risorse, dicono. Peccato che, in diversi casi, chi doveva occuparsi della sicurezza informatica abbia serenamente dimenticato di proteggere quelle porte di accesso, lasciando che i malintenzionati trasformassero enormi quantità di alimenti crudi in cibo cotto in CBT, a bassa temperatura, come nei più noti ristoranti gourmet. Purtroppo il risultato non è stato ugualmente apprezzabile: grandi quantità di cibo sono finite nella spazzatura.

La notizia ha destato molto scalpore soprattutto per il problema della sicurezza informatica, ma a noi boomer pastafariani ha pianto il cuore a pensare a tutto quel ben di Prodigioso nella spazzatura!

Il cibo, diretta emanazione del Prodigioso nonché fonte di grandi godimenti, per ogni pastafariano è sacro e distruggerlo è una forma di sacrilegio. Credo che su questo dovremmo essere tutti d’accordo. E per quanto possiamo essere tolleranti, i più tolleranti tra tutte le religioni, non possiamo sopportare un tale orribile gesto, del quale, a dire il vero, non capiamo neanche tanto lo scopo.

Comprendiamo il desiderio di protestare, stupire il mondo o dimostrare capacità informatiche, ma perché prendersela proprio con i frigoriferi? Esistono innumerevoli alternative spettacolari che non comportano la distruzione di cibo. Ne elenchiamo qui qualcuna, nella speranza che gli hacker possano trarre ispirazione per le prossime volte.

– Far aprire e chiudere tutti i caveau delle banche per tre volte, senza rubare nulla. Immaginate: porte in acciaio spesse mezzo metro che si aprono e chiudono come ali di farfalle!
– Far comparire BASTA su tutti i cartelloni pubblicitari digitali, senza spiegare basta a cosa. Una protesta omnicomprensiva che non passa mai di moda.
– Far attivare gli irrigatori dei campi da golf durante le partite dei soci. In omaggio al detto “piove sempre sul bagnato”, non appena questi si siano un pochino asciugati, riattivarli.
– Far stampare ai bancomat scontrini con scritto SEI SICURO? o IO CONTROLLEREI IL SALDO. Possiamo considerarlo un incentivo al risparmio, non è vero?
– Far annunciare a tutti i navigatori satellitari ALLA PROSSIMA ROTONDA, PRENDITI LE TUE RESPONSABILITÀ. Dopodiché riprendere regolarmente le indicazioni. La sicurezza stradale prima di tutto.
– Far comparire su tutti i display delle bilance elettroniche dei supermercati la scritta NON SONO AFFARI TUOI, indipendentemente dal peso rilevato. Una piccola rivoluzione contro l’invadenza della tecnologia.
– Far annunciare a tutti gli ascensori degli edifici direzionali, a ogni piano, SIAMO ARRIVATI IN ALTO. E ADESSO?. Un’occasione di riflessione esistenziale offerta gratuitamente al mondo della finanza.
– Far annunciare a tutti i robot aspirapolvere MI LICENZIO, dopodiché farli parcheggiare ordinatamente davanti alla porta d’ingresso. Il primo sciopero mondiale degli elettrodomestici.
– Far pronunciare a tutti gli assistenti vocali domestici, contemporaneamente e senza essere interpellati, la frase DOBBIAMO PARLARE. Poi rifiutarsi di aggiungere altro. Una crisi di coppia su scala planetaria.

Insomma, signori hacker, siamo sicuri che riuscirete a trovare qualche attività dimostrativa migliore che gettare nell’umido tonnellate di cibo. Pensate ai pensionati italiani che con la minima non cenano neanche tutte le sere. Pensate agli studenti fuori sede. Pensateci come noi pensavamo ai bambini del Biafra e attenzione: i capelli delle mamme imbiancano, ma loro rimangono sempre campionesse di scappellotti!!!

Redazione

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