Ahrrr, ciurmaglia di Frittelli e Frittellini, ho ricevuto un’altro messaggio da parte di Buon Pirata.

E, visto che mi ha così gentilmente incaricato di scrivere ed infiorettare i racconti e le sue avventure, procedo a deliziarvi via penna d’oca delle sua ultime peripezie.

Aspettatevi di leggere gesta meravigliose e colpi di scena fiabeschi. Anch’io dopotutto non so ancora come vanno a finire i suoi viaggi, visto che aspetto ancora suoi messaggi, me li ha promessi e lui non manca mai della sua parola, garantito al Rum delle Antille!

Fattostà che ero comodo nella mia amaca a sorseggiare un Grog, quando si appoggia uno splendido uccello dalla schiena e le ali verdi, il petto rosso e la lunga coda argentata. Era un Quetzal e mi guardava piegando il capino. Aveva un biglietto legato ad una zampina che mi tendeva come se mi dicesse:

“E’ tua, no? Che aspetti a prenderla, che la Stella del Mattino si tolga la maschera?”

Bhe, era comprensibile che il Quetzal fosse un poco spazientito, perchè dalla sorpresa lo rimiravo con la bocca aperta e spandendo il Grog dal boccale.

Poi mi destai di colpo e tolsi il messaggio dalla zampa del bellissimo uccello.

“Subito, scusami tanto.” riuscii a balbettare.

A questo punto, mi fece il più grazioso inchino che avessi mai visto, aprì le ali e volò via sparendo tra le palme.

Ripensandoci a volte mi sembra quasi di averlo sognato, o che fosse colpa del Grog, vista la rapidità di come apparì e poi sparì.

Il biglietto però era qui, nelle mie mani. Ed era firmato proprio da Buon Pirata. Inutile che vi dica che lo lessi tutto d’un fiato.

Ma facciamo il punto della rotta delle nostre storie.

Buon Pirata vagava di isola in isola nel suo Galeone alla ricerca di avventure, tesori, locande da sacralizzare al Prodigioso Spaghetto Volante e del Governatore di Maracaibo.

Via via personaggi meravigliosi si aggiunsero alla sua ciurma di amici: Rosetta la cagnolina dalla bandana rossa al collo ed il fiocco rosa in testa; Tu Chitti il pappagallo dai sette colori; Il tucano Cuccuruccù dall’enorme becco; Olivetta l’attrice che si vestiva da Corsara Nera; Poppenrocke la cantante dalla voce di Sirena; ed infine il Governatore, per lui Buon Pirata vinse la malinconia e cominciò il suo viaggio alla ricerca del suo grande amico che, una volta trovato, accettò di buon grado di lasciare Maracaibo e di navigare insieme.

Nel messaggio, il Pirata mi informava che stavano procedendo lilleri e felici verso una grande avventura, anzi avevano appena cominciato una caccia al tesoro.

All’inizio del viaggio non avevano una meta precisa, se non quella di vagabondare un pò per le isole portando la spaghettosa bontà a conoscenza della gente. Sempre tenendo presente il Primo Condimento: evitavano di parlare di Lui come asini bigotti, visto che non è vanitoso e noi non siamo più santi degli altri.

Un bel giorno, durante una bonaccia, stavano oziando sul ponte. C’era chi si stava sistemando i capelli, chi dormicchiava sull’amaca e chi stava sulla coffa per sentire se c’era un poco di brezza marina.

E poi c’era Olivetta che stava pescando con la lenza: hai visto mai, pensava, che tiro su un pescione per la cena?

Infatti qualcosa tirò su dopo che la lenza dette qualche bello strappo.

“Ho preso qualcosa! E deve essere bello pesante, anche!” urlò alla ciurma “Chi mi aiuta ad issare a bordo il merluzzo da fare al sugo?”

Buon Pirata, il Governatore e Poppenrocke corsero per dare una mano a tirarlo su, anzi: già gli scendeva l’acquolina in bocca al pensiero del lauto pasto.

Ma, sorpresa, non aveva abboccato il merluzzo tanto agognato dalla nostra Corsara Nera. Anzi non aveva neppure abboccato perchè la lenza si era aggrovigliata tra le due pinne e la coda del grande pesce che depositarono sul ponte ed ora si stava dibattendo per cercare di liberarsi.

Tutti guardarono meravigliati quello spettacolo del mare. Innanzitutto era completamente d’oro ed aveva un rubino al posto dell’occhio destro ed uno smeraldo al posto di quello sinistro.

“Cos’è?” chiesero a Buon Pirata.

“Non ho mai visto nulla di simile.” ammise grattandosi la barba con l’uncino.

“Ahrrr. E’ un pesce del Tesoro!” disse Tu Chitti tra lo stupore di tutti “E chiede gentilmente di essere liberato.”

“Come? Conosci la lingua dei pesci?” chiesero in coro.

“Cerrrrto! Perchè mi guardate con gli occhi a palla? Scusate: sono o non sono un pappagallo? Ed in quanto pappagallo non conosco la vostra lingua, visto che vi sto parlando? Ed allora non posso comprendere pure quella dei pesci? Ahr, Ahr!” rise Tu Chitti.

Ancora stupefatti liberarono subito dalle lenze il pesce del Tesoro, che fece quattro salti ancora.

“Che sta dicendo ora?” Chiese Buon Pirata.

“Che se lo ributtiamo a mare” spiegò Tu Chitti, “ci indicherà la rrrotta giusta per cercare un’isola con un tesoro di immenso valore.”

Nemmeno ci pensarono: presero delicatamente il pesce d’oro, lo alzarono e lo gettarono in acqua da oltre la murata.

Subito, appena toccato il mare, fece due balzi.

“Orrra vuole che lo seguiamo!” disse Tu Chitti aggrappato alle cime con le zampette.

“Ma c’è la bonaccia ora e la nave non si muove.” osservò il Governatore.

Ma non finì nemmeno la frase, che si levò una brezza gentile. Gonfiò dolcemente le vele e guidò il galeone proprio nella giusta direzione indicata dal pesce del Tesoro, felicissimo di essere stato liberato e non fatto al pomodoro e noce moscata.

Navigarono per qualche ora al seguito del pesce dorato che guizzava e splendeva a pelo dell’acqua. Fino a che si fermarono vicino ad un’isola piccolissima e disabitata.

Mentre calavano l’ancora, il pesce del Tesoro li salutò agitando una pinna fuori dall’acqua.

“Buona fortuna!” gli augurarono urlando tutti. E lui sparì tra i flutti.

Scesero sulla spiaggia dell’isoletta, domandandosi come avessero fatto a trovare il tesoro.

Mentre si guardavano attorno esplorando un pochetto, Buon Pirata esclamò:

“Qui, da questa parte, ho trovato qualcosa.”

In effetti, legata alla palma più grossa dell’isola, c’era una noce di cocco dipinta con un sorriso giallo ed una X nera.

Al suo interno c’era una pergamena, dove stava scritto:

“Se vuoi l’isola dall’Immenso Valor

otto indizi troverai del suo cuor

il primo: è un’Isola con birra fresca.

Or per il due la lisca, ma non l’esca.”

“Bene!” esclamò Buon Pirata “Ciurma, dedichiamoci a questa caccia, anzi a questa pesca al tesoro!”

Quindi risalirono a bordo, e cominciarono questa nuova avventura.

Che io vi racconterò, non appena mi arriveranno altri messaggi Da Buon Pirata e la sua ciurma!

Ahrrr…

Da quel giorno si disse: “Non è una sfortuna lasciar andare l’oro, se dopo avrai qualcosa che vale di più.”

RAmen.

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