resized-dscf2104Di buon mattino i due Pirati salparono dalla prima isola poichè il richiamo dell’avventura era forte.

Così, mentre governavano il Galeone, intonarono una canzone da taverna (il contributo all’upwelling, sapete) e cercarono un buon luogo di culto in cui pregare.
Alla maniera Pastafariana, si intende. Cioè una locanda con cucina, ben fornita di spaghetti e di birra in qualche atollo amichevole.

Mentre erano in mare videro in lontananza le vele di una nave e decisero di avvicinarcisi per salutarla.
Dopotutto non bisogna dimenticare le buone maniere, nemmeno se si è in pieno Oceano.
Magari ci potrebbero essere degli amici da salutare. O magari hanno bisogno di un aiuto.

Così, appena furono a giusta distanza, cominciarono a chiamarli:
“Ahrr, della nave!”
“Ahrr, heilà!”
Salutarono i due pirati, ma sapete cosa successe invece? Che dalla navi si sentirono urla allarmate:
“I pirati! I pirati! Aiut! Aiut! Salviamoci la pellaccia!”
Incredibilmente, le figure a bordo, spaventate dagli “Ahrr” e dall’aspetto piratesco dei due Pirati, cominciarono a calare in acqua una scialuppa, ci montarono dentro e:
“Sciaff, sciaff!””
Cominciarono velocemente a remare ed allontanarsi, finchè non diventarono un puntino all’orizzonte.

Buon Pirata ed il suo amico si guardarono sbigottiti, ma continuarono ad avvicinarsi alla nave ormai senza equipaggio.
Perchè mai erano fuggiti così di corsa? Mica volevano fargli del male, anzi: avevano tutte le più buone intenzioni di presentarsi con garbo.
Anche perchè il Prodigioso dice che preferisce non si opprima o si uccida proprio nessuno, e nemmeno essere meschini.
E i due Pirati ci tenevano molto ad onorare il secondo Condimento.

Fattostà che salirono a bordo della nave vuota. C’era la cabina del capitano, vuota. Le cabine con le amache, vuote. La cucina, vuota. Anzi, no: in cucina c’era ancora la zuppa calda e le scodelle pronte, così ne aproffittarono per pregare e gustarsi una bella merenda.
Naturalmente non era una barca che trasportava oro o pietre preziose, ma nella stiva fecero una scoperta piuttosto interessante: barili e barili con dentro lunghe collane di salcicce di tutti i tipi e dimensioni!

Non ci pensarono due volte, trasportarono tutti i barili nel Galeone. Mica potevano lasciarli là a prendere umido! O, peggio ancora, ad essere mangiati dai pesci!

Poi abbandonarono la nave al suo destino, e continuarono il viaggio.

Ad un certo punto, attraversato un banco di nebbia, intravidero un’isola, o così almeno sembrava.
Avvicinandosi di più videro invece che era un enorme Galeone color della nebbia che lo avvolgeva, con tante casette costruite sul ponte.
Era arenato sulla sabbia e inclinato, tanto da far temere che dovesse rovesciarsi da un momento all’altro.

“Ahrr” chiamarono i nostri Pirati dalla loro nave, mentre piano piano si avvicinavano, per paura delle secche. E sperarono che almeno questi non scappassero.
“Ahrr a voi, frittelli!” rispose una voce dal Galeone Grigio, quindi salirono a bordo per presentarsi, salutarono e parlarono col pirata che li aveva salutati per primo, che volle spiegargli la loro storia:

“Noi abitiamo questo Galeone che è fermo da anni, ma una volta navigavamo i mari in cerca di avventure. Un brutto giorno, avvicinandoci ad un isola, dove atterravano dei mostruosi esseri volanti, venimmo attaccati dalle canoe dei terribili HareKrisna!

A stento siamo riusciti a salvarci, e solo perchè trovammo un banco di nebbia perenne che ci nascose all’inseguimento. Purtroppo ci arenammo subito dopo e non ci siamo più mossi da quel dì.

Nascosti qua dalla bruma, cominciammo a metter su famiglia, costruire sopra la nave delle casette e coltivare un orticello sulla terraferma della piccolissima isola. Ma ora la nave si sta inclinando sempre più, non è più stabile e il pericolo di capottarci è sopra i nostri tricorni. Potreste aiutarci?”

“Certo” rispose Buon Pirata “avete delle catene? No? E corda? Nemmeno?”
Buon Pirata si grattò la zucca con l’uncino per farsi venire qualche idea, e … vedete come il Prodigioso ci ha fornito del pensiero? Dovremmo sempre farne buon uso.
“Ho trovato!” esclamò “Legheremo assieme tutte le salcicce che trovammo nei barili della nave abbandonata. Presto, datemi una mano!”

Ogni marinaio si industriò per il lavoro: trasportarono le botti fuori dalla stiva e cominciarono ad imbastire una cima … di salcicce.
Una volta finita Buon Pirata ad un capo di quella bizzarra corda formò un lazo, lo lanciò ed accalappiò la punta dell’albero maestro del Galeone Grigio.
L’altro capo lo assicurò alla sua nave e, sfruttando il vento favorevole, riuscì a tirare tanto da raddrizzare il grande bastimento arenato, che risulto più stabile anche di prima.

Non vi dico l’esultanza dei Pirat* tutti. E fu preghiera unica sino al mattino. Naturalmente a spaghetti e birra.
Il Pirat* che richiese l’aiuto, colmo di gioia, si dichiarò disposto per gratitudine a passare nella ciurma di Buon Pirata con la sua famiglia. Ora in quattro la nave si sarebbe governata molto meglio.

E quelli che rimasero nel Galeone Grigio verniciarono le casette e tutto il resto della nave con tutti i colori possibili, in onore ai vestiti sgargianti e rilucenti di Buon pirata e del suo amico, che da quel dì fu chiamato Galeone Arcobaleno!
E’ uno spettacolo vederlo ancora oggi quando ci si avvicina uscendo dalla nebbia.

E da quel giorno si disse: “Non importa quanto bisogno hai, ma se vuoi aiuto lo troverai in un* Pirat*, o almeno nelle sue salcicce.”

RAmen.

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