Pirati d’acqua dolce, cotechismi e arrosticini: la Ciurma a Pella
Sabato 1 e domenica 2 agosto 2026 siamo stati a Pella, sul lago d’Orta, per la Festa dei Pirati. Pirati d’acqua dolce, si potrebbe dire, ma non sottilizziamo: avevano birre, cappelli, bandiere e una caccia al tesoro, quindi per noi i requisiti minimi erano più che ampiamente soddisfatti.
Come Chiesa Pastafariana Italiana e Ciurma Pastafariana abbiamo allestito un bel gazebo e siamo diventati una delle tappe della caccia. I partecipanti dovevano raggiungere i vari stand, superare una piccola prova e ricevere un gettone a forma di quadrifoglio, perché per qualche misteriosa ragione, quando si parla di pirati, prima o poi compare sempre anche l’Irlanda. Non si sa perché. Probabilmente c’entrano il rum, la birra o i folletti.
Al nostro gazebo si sono presentati almeno una cinquantina di equipaggi, composti da due fino a dieci persone ciascuno: insomma, parecchia gente. Per ottenere il prezioso quadrifoglio, ogni equipaggio ha dovuto ascoltare un breve cotechismo e poi rispondere a una semplice domanda oppure leggere uno degli Otto Condimenti. In questo modo abbiamo avuto l’occasione di parlare con moltissime persone, raccontare che cos’è il Pastafarianesimo e spiegare che no, non siamo soltanto una pagina comparsa per caso su internet.
Molti, infatti, conoscevano già il Pastafarianesimo online, ma non avevano mai incontrato dal vivo una comunità pastafariana. Ci ha fatto piacere vederli stupiti di trovarci lì, in carne, ossa, tricorni e scolapasta. Quasi tutti si sono mostrati simpatici, curiosi e disponibili ad ascoltare. Tutti tranne una signora, ma ottenere l’unanimità sarebbe stato sospetto e probabilmente contrario ai nostri principi.
Abbiamo riso parecchio, distribuito volantini e lasciato contatti a chi voleva saperne di più. Abbiamo celebrato anche sei Pastezzi, che per un solo fine settimana e un gazebo affacciato su un lago ci sembrano un risultato decisamente ottimo.
Questo fine settimana ci ha confermato una cosa semplice: internet è utile per farsi conoscere, ma il modo migliore per incontrarsi, creare legami e far crescere la comunità resta uscire nel mondo e parlare con le persone. Possibilmente con degli arrosticini nelle vicinanze. Perché va detto che gli arrosticini erano veramente, veramente ottimi. E anche questo, nel bilancio complessivo di una giornata di Prosecchismo pastafariano, ha il suo bel peso tegliologico.



