L’eclissi si guarda con lo scolapasta. La scienza finalmente ci dà ragione.

Il 12 agosto il cielo ci regalerà uno degli spettacoli astronomici più belli degli ultimi trent’anni: un’eclissi di Sole.
Il fenomeno, nonostante abbia alimentato per millenni miti, profezie e comprensibili momenti di panico, ha una spiegazione piuttosto semplice: la Luna passa tra la Terra e il Sole e ne copre, completamente o in parte, il disco.
L’eclissi sarà totale in alcune zone d’Europa, mentre dall’Italia sarà parziale e avverrà verso il tramonto. Nel Nord-Ovest, però, la copertura sarà davvero notevole e in alcune località arriverà intorno al 95%: vedremo quindi la Luna “mordere” progressivamente il Sole fino a lasciarne soltanto una sottilissima falce mentre scende verso l’orizzonte.
Potete consultare questa deliziosa mappa interattiva per scoprire dove e come ammirare questo eccezionale evento:
https://eclipsemap.xyz/#7.31/45.427/8.616⁠
Ma veniamo alla questione che più interessa noi Pastafariani.
Tra i sistemi consigliati per osservare indirettamente il fenomeno ce n’è infatti uno che conosciamo molto bene: lo scolapasta.
La notizia non ci coglie del tutto impreparati. Da tempo sosteniamo che lo scolapasta sia molto più di un semplice utensile da cucina oltre ad essere un copricapo sacro. Apprendere che possiede anche interessanti applicazioni nel campo dell’astronomia non fa che confermare i nostri sospetti.
Ma procediamo con metodo scientifico e vediamo perché funziona.
I piccoli fori dello scolapasta si comportano come minuscole camere stenopeiche. La luce del Sole attraversa ciascun foro e proietta su una superficie un’immagine del disco solare. Durante l’eclissi, quindi, invece di tanti piccoli cerchi luminosi compariranno tante piccole immagini del Sole parzialmente coperto dalla Luna.
L’esperimento è facilmente riproducibile e non richiede costose apparecchiature. Per l’appunto, è sufficiente uno scolapasta. E provvidenzialmente, ne siamo già muniti.
Mettetevi con il Sole alle spalle e tenetelo in modo che la sua ombra cada su una superficie chiara — un muro, un cartoncino o anche il terreno. Nei punti luminosi proiettati attraverso i fori potrete osservare l’evoluzione dell’eclissi senza guardare direttamente il Sole.
Ed è proprio su quest’ultimo punto che occorre essere molto chiari.
Lo scolapasta non va usato per guardare direttamente il Sole. Non mettetevelo davanti alla faccia cercando di sbirciare attraverso i buchi. Se volete osservare direttamente l’eclissi, utilizzate esclusivamente appositi occhiali certificati per l’osservazione solare.
Perché va bene la fede, ma gli occhi servono funzionanti.
Comunque, noi Pastafariani lo sosteniamo da tempo e oggi possiamo finalmente aggiungere una prova sperimentale di notevole solidità: lo scolapasta non è soltanto un copricapo religioso.
È uno strumento astronomico.
Il Pastafarianesimo si conferma così ufficialmente una religione scientifica. Ora anche certificata dall’astronomia.
RAmen.

Beverenda Madre PierAngela Bacicia ♥

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