Buona Pastua dal Pappa!

Il nostro amato Pappa, Paolo I l’Apostrofo detto Il Malmostoso, è emerso dal suo eremitaggio e ci ha illuminato sulle origini di questa nostra importantissima festività. Ha colto inoltre l’occasione per porgere la sua prima birredizione generale a tutti i fedeli dei sette mari!

“Cari frittelli,

anche quest’anno siamo arrivati a una delle più importanti feste del calendario pastafariano, la Pastua di Ristorazione; si tratta di una festività antichissima, le cui origini sono così remote nel tempo che ormai è impossibile, come ci dice anche il Profeta Bobby Henderson, ricostruirne i dettagli.

Si tratta di una festa mobile, cioè non è legata a un particolare giorno del calendario, ma si celebra ogni anno la prima domenica successiva al primo plenilunio di primavera. Nessuno sa più perché sia stato scelto un sistema così complicato per decidere la data della Pastua, ma il ricorrere del termine “primo” nella definizione indica chiaramente che la ricorrenza è legata a una “prima volta”. Infatti in questo giorno noi celebriamo il momento in cui, tanti anni fa ai tempi del Capitano Mosey, il Prodigioso cominciò per la prima volta a toccare i Pirati con le Sue Spaghettose Appendici e aiutò i Cuochi, che da allora sono noti come Pirati a sfuggire dal ristorante del malvagio Phil; da allora i Pirati sono il Suo popolo eletto ed essi furono i primi Pastafariani.

In tempi più recenti, probabilmente quattro o cinque secoli fa, i Pirati aggiunsero un nuovo significato alla festività della Pastua, in quanto il periodo in cui veniva celebrata coincideva abbastanza bene con l’inizio della stagione dei saccheggi: con l’arrivo della primavera le rotte commerciali si riempivano nuovamente di navi cariche di potenziale bottino e quindi i Pirati riprendevano il mare andando giojosamente a caccia di gloria, di bottino e di grog. E quindi, prima di partire per la prima spedizione dell’anno, i Pirati si riunivano per un’Ultima Cena a terra e, come ordinato dal Prodigioso alla ciurma di Mosey, “Con una cintura alla vita, una benda sull’occhio e una sciabola in mano mangerete la pasta. Perché voi non sarete più cuochi, ma il ragù sulle vostre porte vi segnerà come Pirati!”

È solo nel ventesimo secolo che la Pastua viene associata alla nuova festività del Ramendan; durante il mese di Ramendan i Pastafariani passano alcuni giorni del mese mangiando solo ramen per ricordare i giorni in cui erano studenti affamati. In origine il mese di Ramendan terminava proprio con la Pastua (ma il metodo originale di calcolo è stato dimenticato e adesso il mese di Ramendan vaga a casaccio nel corso dell’anno), che era quindi detta “Pastua di Ristorazione” perché finalmente, dopo il lungo digiuno, ci si poteva ristorare con qualcosa di diverso dai ramen che, per carità, saranno anche buoni, ma dopo un po’ stufano.

Ed è per questo che alla cena di Pastua si può mangiare di tutto, anche se è d’obbligo almeno un piatto di un qualche tipo di pasta, ma in genere si evitano i ramen; sono invece evidentemente tradizionali i piatti di riso come attestato dai modi di dire pirateschi che “a Pastua è Risotto per noi” o “il terzo giorno è risushitato”.

Vorrei concludere con la tradizionale pennedizione “urbi et orbi” nella quale se gli orbi sono chiaramente i Pirati con la benda a coprire l’occhio stolto, non è certo a cosa si riferisca il termine “urbi”: l’ipotesi prevalente è che sia l’abbreviazione del termine “urbiachi”, antico piratico per “ubriachi”.

Quindi tutti voi, Pirati e Ubriachi, cercate di essere sempre tali e siate pennedetti, nel nome dello spaghetto, del sugo e delle polpette.

RAmen.”

(Immagine di copertina gentilmente offerta da Buongiornissimi Pastafariani: “Come potremmo non esservi di supporto in occasione di una festività così sentita come la Pasta di Ristorazione? Prendete e condividetene tuttə, questo è l’orrore grafico dei Buongiornissimi Pastafariani offerto a voi per la sopravvivenza alle chat benauguranti! Buona Pasta di Ristorazione! 🐇🌼🥚🌺🐑🌸🍚”)

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