La Grande Erezione: pastafariani in vetta

La Chiesa Pastafariana Italiana non è conosciuta solo per i propri elevati valori spirituali (intesi come sommi princìpi cardine, ma anche come alti tassi alcolemici) portati avanti nelle proprie campagne, ma anche per una serie di imprese ispirate direttamente dal Prodigioso Spaghetto Volante, che hanno portato di volta in volta manipoli di pirati nei luoghi più improbabili, dove più c’è bisogno del Suo Verbo (ed il Verbo è AHRRR!!!).

Uno luogo solitamente privo di riferimenti alla nostra Sugosa Fede, ad esempio, è quello delle vette montuose.

Avete mai compiuto un’escursione per ritrovarvi in vetta un chiaro segno di fede Pastafariana?
Certo, c’è sicuramente chi dirà: “Beh, al rifugio le preghiere sono state ottime ed abbondanti!”
Ma poi, quando siete arrivati in cima, cosa c’era?

Con tutta probabilità, una volta messo piede sul punto più alto della crosta rocciosa, avete trovato:

  • la straordinaria forza degli elementi naturali, a rammentarvi quanto in fondo noi umani siamo esseri insignificanti;
  • un panorama mozzafiato, che vi ha comunque esaltato perché tra tutti gli esseri insignificanti almeno voi eravate saliti fin lassù, che mica è da tutti (eccheccazzo!);
  • un simbolo religioso di una fede concorrente. Non eravamo lì, ma possiamo affermare che era al 98% di probabilità una croce cristiana.

E per noi pastafariani, niente? Da questa fondamentale domanda nasce una delle imprese più memorabili nella storia della Chiesa Pastafariana Italiana, quella definita “La Grande Erezione“.

 

L’immagine ufficiale della missione Pastafariana

 

Nel 2015 un gruppo di ebbri seguaci del Dio Mostro Sugoso si mettono all’opera per portare sulla vetta il Simbolo Sacro della religione Pastafariana: il Liscafisso.

 

Il Liscafisso è uno dei più importanti simboli della Religione Pastafariana. Non poteva mancare alla collezione del nostro SHOP UFFICIALE.

 

Antico simbolo piratesco, che esprime l’importanza dell’andare a spolpare la vita per scoprirne l’essenza, il Liscafisso è il simbolo perfetto per le vette montuose: un importante messaggio per tutti gli escursionisti, alpinisti, free-climber pastafariani che si cimentino nella conquista della vetta.
Da sapienti e piratesche mani di fabbro sardo (a proposito, se vi piacciono i coltelli fatevi un giro su Artigianato Arcuentu e vedrete altre sue creazioni) viene così forgiato un Sacro Liscafisso di considerevoli dimensioni.

Affinché l’Erezione sia grande ed evidente, anche dal fondo valle.

In modo tutt’altro che casuale viene scelta anche la vetta: il Monte Dolada nelle Prealpi bellunesi. Il Dolada, infatti, è Monte Sacro per i Pastafariani di tutta Italia, il suo Rifugio (1492mslm) è sede di una locale Chiesa Pastafariana e regolare teatro di Pastezzi e Pastrimoni, nonché intensi ritiri spirituali.

 

L’intensa sessione di preghiere presso il Rifugio, prima di partire per la vetta

 

Nel giorno di Ferragosto, ancora in preda dei postumi dall’intensa sessione di preghiera della sera prima, una ciurma di balordi si inerpica ed ansima per circa 500m di dislivello, dal Rifugio alla somma vetta del gigante dolomitico, potendo così far dono del birraviglioso Sacro Ammennicolone, ad ornamento di cotanta Creazione del nostro Dio Sbronzo.

 

La croce cristiana osserva la messa in posa del Sacro Liscafisso, contenta di non essere più l’unico simbolo religioso sulla vetta del Dolada

 

Alla base della Sacra Lisca viene apposta una targhetta con un messaggio da parte della nostra Chiesa:

Questo è il Liscafisso, simbolo della religione Pastafariana, eretto sulla nostra Montagna Sacra come fonte di gioja e di ispirazione per tutti i pirati alpinisti: possano essi apprezzare in questo luogo il pluralismo religioso del nostro bellissimo Paese.
Esso non vi proteggerà nelle vostre scorribande: solo voi potete guidare i vostri piedi.

Noi crediamo che la natura offra da sola tutto lo stimolo alla preghiera e alla meditazione di cui l’Uomo possa necessitare, ma gli amici cristiani sudano sette camicie per adornare le vette con orpelli religiosi, e noi non siamo gente che lascia tutta la fatica agli altri. Se mai decidessero di rimuovere i loro simboli, restituendo le montagne alla loro originale bellezza, saremo ben felici di fare altrettanto.

RAmen!
Cima Dolada, 15 agosto 2015
Giubileo del X anno della Rivelazione Pastafariana

 

La targhetta alla base del Sacro Liscafisso eretto sul Monte Dolada

 

La ciurma delle Grandi Erettrici e dei Grandi Erettori, orgogliosa di aver portato a termine l’impresa senza collassi degni di attenzione medica, dalla vetta scontra i boccali e birredice la vallata sottostante dell’Alpago.

Come un sonoro rutto emesso ad alta quota, di lì a poco la Grande Erezione ottiene la sua eco mediatica: i giornali locali scrivono di noi, dimostrando spesso una comprensione parziale dell’autentico significato dell’impresa. Persino rinomate testate della nostra principale concorrente si interrogano circa il nostro gesto.

 

…”ovviamente” cosa???

 

Compresa o meno, la missione è compiuta con grande successo e la nostra Sacra Lisca rimane comunque lì, come somma ispirazione per chi si avventuri per i sentieri del Monte e di compagnia alla sua omologa, finché…

Passano un paio di mesi e dal bellunese ci iniziano ad arrivare voci, sempre più fondate, a proposito della rimozione del nostro simbolo dalla vetta, seguite da testimonianze oculari dirette, e poi questo:

 

L’inquietante rivendicazione delle sedicenti Brigate Verdi

 

Una missiva recapitata al Rifugio Dolada, con grafiche che ci riportano a recenti anni bui della nostra storia, rivendica il gesto di rimozione del Sacro Liscafisso dalla cima, recando le seguenti parole:

Lo scorso ottobre 2015 un nucleo delle Brigate Verdi, armato di chiavi inglesi e cacciaviti, ha demolito e asportato il grottesco manufatto denominato “liscafisso” collocato lungo il crinale del Monte Dolada.

Tutto il materiale che deturpava la natura, composto da tubi, piastre di ferro, picchetti, cavi d’acciaio e quant’altro, è stato completamente rimosso.

Il “liscafisso” è un simbolo dei pastafariani, una nuova setta religiosa, della cui esistenza non si sentiva certo la necessità; tuttavia le Brigate Verdi non sono interessate alla religione, ma soltanto alla conservazione della natura selvaggia e alla salvaguardia dell’ambiente.

Pertanto, nell’ottica del completamento dell’opera di pulizia del Monte Dolada, nel seguente mese di novembre è stata rimossa ad opera dello stesso nucleo delle Brigate Verdi anche la croce che insisteva esattamente sulla vetta del Dolada.

A prova di quanto affermato in questo comunicato, alleghiamo due “reliquie” una porzione del sistema di ancoraggio del “liscafisso” e il libro di vetta che era contenuto nella cassetta della croce.

Altre azioni di pulizia delle montagne da ogni incongruo segno che le deturpi seguiranno, abbiamo appena iniziato!

Per la montagna selvaggia
Brigate Verdi

Rimaniamo sgomenti nell’apprendere di questo gesto: non abbiamo mai sentito parlare di queste Brigate Verdi ed i loro toni non ci sembrano per nulla amichevoli e tolleranti.

Ma soprattutto, non è così che avevamo immaginato il pieno compimento della missione: come ci eravamo proposti ed avevamo dichiarato nella targhetta alla base del Liscafisso, avremmo davvero preferito vedere i nostri colleghi accogliere il nostro invito, e darci appuntamento sulla vetta per restituire assieme al Monte Dolada la propria naturale bellezza.

Sarebbe stato un evento ancora più bello della Sacra Erezione in sé.

Tuttavia, pur non condividendo i metodi di questo nucleo sovversivo, siamo stati lieti di sapere che la cima aveva ritrovato la propria capacità di comunicare lo straordinario ebbro progetto del Prodigioso Spaghetto Volante.

 

Tutto sommato, anche senza croci e lische si capisce che il Prodigioso ha fatto un gran bel lavoro

 

Ci è rimasta addosso una gran voglia di adornare il paesaggio dei nostri simboli, per dare conforto spirituale a* confrittell* di passaggio, dalle cime dei monti alle profondità degli abissi.

E infatti non ci siamo fermati al Monte Dolada.

Ma questa è un’altra storia.

 

 

Presi(al)dente della Ciurma Pastafariana, Scardinale emerito, Frescovo emerito...un emerito, insomma.

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