TDOR – Transgender Day Of Remembrance 2020

Un problema noi probabilmente ce l’abbiamo.
Non noi pirati o noi Pastafariani, ma noi società.
Abbiamo un problema perché come ogni anno il 20 novembre tiriamo le somme e vediamo come vanno le cose, se migliorano o peggiorano.
Contiamo i numeri ma anche i nomi, il come, contiamo quante persone ci hanno lasciato per morte violenta mossa da transfobia.

Come ogni anno al termine della settimana della consapevolezza transgender si celebra il TDOR, il Transgender Day Of Remembrance, giornata in ricordo delle vittime di transfobia.

Quest’anno i nomi sono 350, con una preoccupante progressione che ogni anno cresce (331 nel 2019 secondo il report annuale Transrespect VS Transphobia Worldwide)

Il 98% sono donne e femmes, il 62% sono sex workers, negli USA il 79% sono persone di colore, mentre da noi in Europa il 50% sono persone migranti.

L’82% delle uccisioni è avvenuto nell’America centrale e del sud, di cui il 43% del totale solo in Brasile, che mantiene il primato di Paese più transfobico del mondo.
Il 38% delle aggressioni è avvenuto per strada, mentre il 22% nelle abitazioni delle vittime.

Sono 350, ma questa sono solo le vittime denunciate, accertate, identificate.
Le stime dicono che i dati reali potrebbero essere molto più alti, ma le persone uccise vengono spesso misgenderate anche dopo la morte, o i loro omicidi coperti dallo Stato, non figurando in questa lista.

La nostra Ciurma conosce bene l’oceano dell’intolleranza, perché lo solca ogni giorno, e sa che questi numeri, benché spaventosi, sono solo la punta di un iceberg.
Invisibili sotto la superficie ci sono quotidiane scene di discriminazione, emarginazione, mancato supporto da parte di governi che si dicono democratici e vicini di casa, colleghi, famigliari che si ritengono persone civilizzate.

La nostra Chiesa è e sempre sarà un porto sicuro nel quale rifugiarsi, e la nostra Ciurma una grande famiglia che accoglie, alza i boccali in ricordo alle vittime e lotta affinché la conta delle cifre dell’odio possa essere ogni anno sempre più breve.

RAmen!

 

Perdo cose, treni e tempo. Ogni tanto ritrovo le cose però.

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