Blasfemia sì, blasfemia no.

La bestemmia è un’ingiuria che può offendere il sentimento religioso. Tuttavia, proviamo a bendare l’occhio emotivo e a ragionare come pirati pronti a salpare per spirito di conoscenza, curiosità e decisivo senso pratico.

Siamo sicuri che tutti quelli che bestemmiano hanno intenzione di offendere?

Siamo sicuri che tutti i bestemmiatori danno peso letterale alle espressioni utilizzate?

Siamo sicuri che la bestemmia del malcapitato che urta il piede contro lo spigolo è così grave da costituire “reato”?

Siamo sicuri che espressioni ormai diventate intercalari folcloristici vadano sanzionate?

Siamo sicuri che l’utilizzo della bestemmia come espediente stilistico o come mezzo espressivo in arte sia una scelta da punire o da osteggiare?

Be’, certo, sono domande retoriche e celano un punto di vista laico! Mettiamoci piuttosto nei panni di un fervente religioso! Il pirata che si pone i quesiti elencati è un fervente religioso! È un pirata pastafariano e rende culto al Prodigioso Spaghetto Volante! Il suo Dio, però, non si offende: aggettivi come “porco” o “bastardo” suscitano il suo riso e non lo feriscono nell’orgoglio: figuriamoci se nella sua immensa sugosità il Prodigioso si scomodi per vendicare una parolaccia!

Grazie al divino buon senso del suo Dio, il buon pirata pastafariano riesce a confrontarsi con la blasfemia serenamente, affidandosi al buon gusto di ciascuno. 

Il sapido pastafariano non promuove la bestemmia, cionondimeno sente la necessità di sollecitare i legislatori di ogni paese affinché la blasfemia non configuri reato, né civile né penale: qualsiasi dio, immaginario o scientificamente provato che sia [solo il Prodigioso Spaghetto Volate lo è], non avrebbe alcuna difficoltà a difendersi da… parole! Eppure nessun dio lo fa. Perché mai allora le persone dovrebbero scaldarsi e farlo loro per conto di un dio?

Il pensiero del Prodigioso Spaghetto Volante in proposito è espresso addirittura nel Primo Condimento, che recita:

Io preferirei davvero che tu evitassi di comportarti come un asino bigotto “più-santo-di te” quando descrivi la mia spaghettosa bontà. Se qualcuno non crede in Me, pace, nessun problema! Dico davvero, non sono mica così vanitoso. E poi non stiamo parlando di loro, quindi non cambiare argomento!

Un altro passo delle Sacre scritture proviene dal secondo Libro di Solipsy, parte del Canone Sciolto (orig. The Loose Canon):

55 – Se il vostro alluce sbatte clamorosamente su una roccia o perdete il portafogli o le chiavi della macchina o vi trovate in qualsiasi altro momento nel quale vi sembra utile o divertente gridare SANTO PRODIGIOSO SPAGHETTO VOLANTE o MANNAGGIA AL PRODIGIOSO SPAGHETTO VOLANTE!!!, non temete, poiché lo trovo piuttosto divertente ed è allo stesso modo divertente il fatto che le persone intorno a voi vi guarderanno come se foste lievemente squilibrati.

56 – «Urlate! » dice Colui che è il Vostro Signore Glutinoso e dalla Forma Stravagante.

Quindi sì, il nostro Dio non è permaloso: trova divertenti le imprecazioni contro di Lui ed è certamente compiaciuto nel contribuire in questo modo al nostro benessere: è scientificamente provato che bestemmiare aumenta la tolleranza al dolore (ricordiamo che quella pastafariana è l’unica religione basata sull’evidenza scientifica)1.

Pur non avendo alcuna ragione di sbattersi per l’onore del Prodigioso, il sapido pirata ha molto da fare per salvaguardare cittadini e artisti da reazioni esagerate e oltremodo severe motivate dal sentimento religioso.

Considerando che la legge difende le prerogative delle persone, perché le religioni dovrebbero mantenere voci di tutela privilegiate? Le innumerevoli divinità venerate dal genere umano sono forse da considerarsi delle persone da difendere per legge da eventuali ingiurie?

L’esistenza del reato di blasfemia, infatti, è spesso uno strumento persecutorio nelle mani di poteri specifici e permette, ad esempio, che scrittori di fama internazionale come Salman Rushdie siano oggetto di fatwa, che cineasti come Theo van Gogh siano uccisi, che artisti o liberi pensatori siano censurati o condannati, in alcuni casi alla pena capitale.

Non dobbiamo credere che l’utilizzo del reato di blasfemia con intenti censori o coercitivi riguardi solo culture lontane dalla nostra: in Italia sono tuttora in vigore leggi che sanzionano la blasfemia. Queste leggi non sono lettera morta, ma vengono applicate piuttosto spesso.

In particolare, l’articolo n.724 del Codice Penale recita: “Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la divinità, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309”. Esistono poi gli articoli 403, 404 e 405 del Codice Penale che riguardano il reato di vilipendio alla religione, tuttora di rilevanza penale, e prevedono multe fino a 6000 euro e reclusione fino a 3 anni.

Nell’aprile 2016, un nutrito gruppo di persone in provincia di Piacenza è stato denunciato per vilipendio per aver praticato dei finti matrimoni che prevedevano la distribuzione di fette di salame2.

È dello scorso maggio l’episodio della multa comminata a un utente Facebook che in un post aveva scritto una bestemmia3.

Un episodio analogo ha toccato la Chiesa Pastafariana Italiana particolarmente da vicino: a Giampietro Belotti, il “Nazista dell’Illinois” esorcista pastafariano, è stata notificata una multa di 103 euro per una bestemmia pronunciata il 18 Giugno 2016 sul palco del Varese Pride4.

A seguito di questo episodio, numerosi simpatizzanti si sono offerti di contribuire al pagamento della multa. La Chiesa Pastafariana Italiana ha quindi deciso di concretizzare il proprio impegno nella lotta per la libertà di espressione istituendo un fondo per il risarcimento delle vittime dell’art. 724 del Codice Penale.

Chiunque sia stato sanzionato per una bestemmia detta in pubblico, può contattare la Chiesa Pastafariana Italiana descrivendo l’episodio e allegando il verbale della contestazione e la ricevuta del pagamento della multa. In base alla disponibilità finanziaria del fondo, la CPI provvederà al rimborso della sanzione e a favorire contatti con legali di nostra fiducia esperti in materia.

Chiunque volesse contribuire, può inviare un versamento sul conto PayPal della Chiesa Pastafariana Italiana: donazioni@chiesapastafarianaitaliana.it oppure un bonifico sul nostro conto di Banca Etica (IBAN IT84J0501802400000000197547) specificando la causale “FONDO VITTIME ART 724”

La Chiesa Pastafariana Italiana è un’associazione religiosa non lucrativa registrata, è quindi tenuta a pubblicare il proprio bilancio: i soldi raccolti per il fondo saranno rendicontati periodicamente e utilizzati per il rimborso di sanzioni amministrative derivanti dall’infrazione dell’art. 724 del Codice Penale.

Ritenendo che la blasfemia rientri nella libertà di espressione individuale, così come esistano già strumenti legali idonei a tutelare le persone da offese e danni morali, la Chiesa Pastafariana Italiana aderisce alla campagna internazionale #EndBlasphemyLaws5. Come ulteriore contributo alla discussione di questo tema, la Chiesa Pastafariana Italiana dedica alla blasfemia il suo V Raduno Nazionale, che si terrà a Marina di Massa dal 31 agosto al 3 settembre 2017 e ospiterà il musicista satirico Pardo Fornaciari, esempio colto di anticlericalismo espresso in arte e teatro6.

Pappa Scialatella Piccante I, Frescova di Salerno

Contatti:

www.chiesapastafarianaitaliana.it

https://www.facebook.com/chiesapastafarianaitaliana/

Spappessa (ex Pastefice Massima), assatirata, compagna di arrembaggi di artistə perseguitatə per ideologie religiose, ispiratrice con le sue accorate parole della Ciurma Pastafariana dalla Campania a tutto lo Stivale.

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