12 ottobre – Giornata Internazionale del Sacro Copricapo Pastafariano
In principio era il Pirata. Non un re, non un vescovo, non un generale. Un pirata, con il grog nel bicchiere, il vento nelle mutande e il tricorno fieramente sulla testa.
Il Profeta Bobby Henderson è stato chiaro: vestitevi da pirati, il Prodigioso lo vuole. Il Tricorno, o la più modesta bandana, rappresenta dunque il copricapo tradizionale del pastafariano, simbolo di libertà da ogni autorità costituita.
Poi arrivò lo Scolapasta.
Fu un successo immediato. L’eresia Almista conquistò le teste dei fedeli grazie a indiscutibili vantaggi: economico, reperibile ovunque e immediatamente riconoscibile. Un uomo con un Tricorno può essere scambiato per un figurante. Uno con lo Scolapasta in testa, invece, o è un pastafariano oppure è successo qualcosa di grave in cucina.
Si aprì così una controversia dottrinale: Tricorno o Scolapasta?
In altre religioni sarebbe finita a scismi e scomuniche. Il Pastafarianesimo italiano, fortunatamente, dispone di birra e di un rapporto più rilassato con le eresie. Siamo un popolo di santi, poeti e navigatori mica per niente, no?
Fu allora che intervenne il genio italico.
Un popolo che ha fatto della pasta un patrimonio nazionale, che può vantare il primato mondiale nell’invenzione dello strumento per scolarla in modo scientifico e sicuro e che ha fatto del compromesso una forma di governo trovò la soluzione: metterli uno sopra l’altro.
Nacque così il Colandro, un Tricorno sormontato da uno Scolapasta, eventualmente decorato secondo la disponibilità di ferramenta del fedele.
Il Tricorno conserva la tradizione piratesca. Lo Scolapasta lascia scolare i pensieri bigotti e trattiene le buone idee. Il tutto senza sacrificare alcun principio, salvo forse quello dell’aerodinamica.
Il Colandro rappresenta una piccola rivoluzione teologica: anziché combattere gli eretici, abbiamo adottato il loro cappello.
Non risolve le contraddizioni. Le indossa.
E in tempi di patriarcato mediterraneo, lo Scolapasta è anche democratico, inclusivo e unisex: tutte le zucche sono uguali davanti al Prodigioso Spaghetto Volante.
Del resto, il Tricorno non è una corona: è ciò che indossa chi non vuole che un re gliene metta una. E lo Scolapasta non è una mitria: è bucato e lascia passare persino qualche idea.
Che il Prodigioso Spaghetto Volante benedica tutte le teste, qualunque cosa ci sia sopra, purché sotto ci sia una mente libera.
NÉ RE NÉ PADRONI, SOLO PIRATI!
VIVA IL TRICORNO! VIVA L’ITAGLIA! VIVA LO SCOLAPASTA! VIVA IL COLANDRO!
RAmen!

